Visualizzazione post con etichetta Raito. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Raito. Mostra tutti i post

lunedì 30 luglio 2012

Bruno Gambacorta, noto giornalista televisivo, per la prima volta a Raito di Vietri sul Mare per deliziarci con il suo nuovo libro Eat Parade



Dicono di lui:


Bruno Gambacorta di Eat Parade
Miglior giornalista enogastronomico

Mariella Morosi

Gourmet, napoletano, classe 1948, Bruno Gambacorta, da moltissimi anni in Rai, ha vinto il titolo di Miglior giornalista enogastronomico del Trofeo Galvanina.
Gambacorta con Eat Parade è stato il primo a puntare l'attenzione e le telecamere sui prodotti della terra e sulla trasformazione in cucina



Vincitore edizione 2010

Motivazione


Per aver contribuito, con passione e professionalità,
a diffondere la ‘cultura alimentare’ nel nostro Paese.
Con occhio sempre attento alla storia, alle tradizioni e alle tipicità del territorio,
Bruno Gambacorta, attraverso la sua rubrica settimanale,
offre ai telespettatori utili suggerimenti in campo culinario e
propone appassionanti percorsi gastronomici.

Scheda Personale:

Bruno Gambacorta e' nato a Napoli nel 1958.  Poco prima di laurearsi in medicina nel 1983
con 110 e lode, vince una borsa di studio nelle redazioni della Rai e sceglie di provare
a fare il giornalista invece che il medico.
Si trasferisce a Milano e  si forma in  
quotidiani e mensili, prima di essere assunto alla Rai nel maggio del 1986.

Diventa giornalista professionista nel 1987.
In Rai da 24 anni, ne ha trascorsi  
nove alla redazione di Milano (occupandosi soprattutto di cultura e spettacoli) e
quindici al Tg2, dove si occupa di medicina e sanità, nonché di alimentazione
(per la rubrica settimanale Tg2 Eat Parade, da lui fondata nel 1998 e
giunta alla 580esima puntata).
Ha vinto numerosi premi giornalistici, fra i quali il CNN World Report Award nel 1996 per il Best Medical Report, il Premio Voltolino per la divulgazione scientifica e l'Oscar del vino 2002 assegnato
dalla rivista Bibenda.   

“Eat Parade”, il nuovo libro di Bruno Gambacorta

Il giornalista Bruno Gambacorta autore di Eat Parade

Si chiama “Eat Parade” ed è l’opera prima del giornalista Bruno Gambacorta.
Ha lo stesso nome della rubrica del Tg2 che conduce da tredici anni,
un vero rotocalco della cucina seguito ogni settimana da circa 2,5 milioni di
telespettatori. E ha lo stesso scopo, cioè narrare storie e tradizioni dell’Italia a tavola.
Storie che Gambacorta ha deciso di dividere in tre parti.
La prima si chiama “Saper fare” ed è un viaggio attraverso prodotti insoliti e
fuori dal comune come i fagioli di Sarconi in Basilicata, i limoni di Sorrento,
la mozzarella “perfetta”, il Culatello, le acciughe e i gamberi liguri,
il poco conosciuto tartufo molisano, l’olio pugliese, l’agnello sardo, i legumi imbri,
le Olimpiadi dei formaggi valdostani e il riso Vialone Nano Veronese Igp.
La seconda parte si intitola “Far sapere” ed è dedicata a tutti i divulgatori dell’enogastronomia di qualità e comunque alle iniziative di vario genere che fanno dell’Italia un Paese impareggiabile da un punto di vista gastronomico.
Si racconta quindi dell’adozione a distanza delle pecore (e dei pastori) abruzzesi, della calabrese Accademia del peperoncino e dell’emiliana Accademia italiana della cucina, della rinascita del Maiale nero casertano,
dei quattro musei del cibo di Parma, di un signore (Graziano Pozzetto)
che è una vera enciclopedia vivente delle tradizioni culinarie romagnole e
del ristorante marchigiano trasformato in galleria di arte contemporanea.
La terza e ultima parte, “Rinascere in cucina”, è invece dedicata alle storie di chi
ha trovato nella terra, nel vino e nel cibo uno strumento di rinascita individuale o
collettiva. Insomma questo è un libro sull’Italia di oggi in cui il cibo e il vino
sono il “taglio giornalistico” per dare uno spaccato della nostra società,
quella a volte meno conosciuta, meno glamour e meno strillata, ma di certo
non meno importante. Bruno Gambacorta ha selezionato più di settanta
ricette d’autore, per farci apprezzare al meglio i frutti della terra e l’ingegno dell’uomo
che li sa trasformare. Finalmente una traccia solida e tangibile di tutto ciò che
Bruno Gambacorta ha raccontato in quindici anni di trasmissione.
Si può leggere d’un fiato tanto appassionanti sono le storie raccolte,
ma anche consultare ogni qualvolta si senta il bisogno di soddisfare un gusto,
una sensazione, un ricordo.
Maria Lucia Panucci


  



venerdì 2 marzo 2012

MOSTRA FOTOGRAFICA SULLA DONNA IN AGRICOLTURA IERI ED OGGI

Donne impresa, coldiretti ed il bellissimo bar ristorante "Km 0"
Non vi sembra un bel modo di celebrare la festa della donna?
Allora, venite a trovarci. Vi aspettiamo!

venerdì 6 gennaio 2012

Domenica 15 Gennaio, a Vietri sul Mare. Passeggiate Vietresi " I percorsi del Ben-essere"

Un'immersione nella meravigliosa natura di uno dei luoghi  più belli del mondo,
una passeggiata "slow" lungo gli antichi sentieri di  Marina, Albori e Raito  all'insegna del benessere fisico e psichico tra arte, degustazioni di prodotti e vini del territorio, artigianato, seminari di approfondimento sulla flora e sulla fauna locale e del perchè vadano salvaguardate e tutelate, intrattenimenti musicali, storia locale , visita al museo della ceramica e tanto altro ancora!
Domenica 15 gennaio a Vietri sul Mare (SA), Costiera Amalfitana. Vi aspettiamo!

lunedì 14 novembre 2011

Da rosmarinonews.it

di Antonella Petitti

Le VIGNE DI RAITO si aprono all’enoturismo
Aziende che accolgono in nome del territorio del 12/11/2011

Le VIGNE DI RAITO si aprono all’enoturismo<br> Aziende che accolgono in nome del territorio
VIETRI SUL MARE (SA). La vendemmia si è chiusa in tutta Italia, i dadi sono stati tratti ed il lavoro è in cantina. Ora è periodo di guide e di kermesse di settore, molte delle aziende italiane sono impegnate in questo. Ma seppure comincia un periodo tranquillo per i viticoltori, non si può non considerare che il “momento storico” porta molti pensieri.

Il trend dell’export fortunatamente è positivo, ma non si può dire lo stesso per quello delle vendite interne al Paese. In Italia si beve meglio, ma decisamente meno, e ancor meno da quando la crisi sta dimezzando i consumi.

Ho incontrato di recente - per una chiacchierata - una vigneron, Patrizia Malanga, che da qualche anno porta avanti la sua piccola e graziosa azienda in Costiera Amalfitana: Le Vigne di Raito.

Due ettari di vigna dove l’Aglianico ed il Piedirosso respirano a pieni polmoni la brezza marina, tanta passione e tanto lavoro, come tutti i viticoltori che non puntano alla quantità ma alla qualità.

“Il periodo non è dei migliori” – ci racconta Patrizia, “anche se l’annata è stata buona. Per la mia realtà si sta rivelando importante - ai fini della sopravvivenza – accogliere i turisti in azienda e organizzare per loro degustazioni ad hoc sia del mio vino (declinato nelle diverse annate) che di prodotti tipici”.

Le Vigne di Raito producono un solo vino rosso, scelta inusuale considerata la zona e la vicinanza al mare, ma allo stesso tempo un modo “forte” per differenziarsi.

Il Ragis in commercio adesso è il 2007 ed il 2008, mentre per il prossimo inverno è prevista l’uscita del 2009. Un vino che, anno dopo anno, continua ad essere un ottimo compagno di viaggio per molte occasioni. Un rosso versatile, ma non per questo senza carattere, anzi! Perfetto dall’antipasto all’italiana ai sughi e alle zuppe invernali succulente.

“Accanto alla vigna” – continua Patrizia – “c’è uno splendido giardino di limoni e di agrumi vari, e a maggior ragione in questo momento di crisi generale, sto lavorando alla produzione di marmellate. Così accogliendo turisti e visitatori, sarò in grado di fornire più prodotti tipici, sto vagliando anche la possibilità di inserire qualche prodotto di ceramica realizzato apposta per noi”.

Per una realtà di circa 6 mila bottiglie annue, che più difficilmente può puntare alle esportazioni, vincente è l’idea di legarsi ancor più al proprio territorio e di puntare sulla vendita diretta e a percorsi di enoturismo.

Ancora in programma il desiderio di riuscire a creare anche un B&B, e sempre viva la forza e la passione di chi ama profondamente il proprio lavoro.



Antonella Petitti









domenica 6 novembre 2011

Da: rosmarinonews, un bellissimo articolo dell' Enologo Sergio Pappalardo

I segreti del compost e la sua applicazione in viticoltura del 06/11/2011

I segreti del compost e la sua applicazione in viticoltura
Inerbimenti e compost sono l'unica strada sostenibile economicamente ed ambientalmente per l'azienda che vuol produrre qualità nel medio/lungo termine.

Il compostaggio è un processo biologico naturale, di tipo aerobico, nel corso del quale i microrganismi presenti nell’ambiente (in particolare nel suolo) decompongono i composti organici dei residui animali e vegetali, traendone energia per le loro attività metaboliche e liberando, come prodotti finali di questa serie di reazioni biochimiche, acqua (inizialmente in forma di percolato e poi di vapore acque) anidride carbonica, sali minerali e, dopo alcuni mesi di trasformazione, sostanza organica stabilizzata ricca di humus, definita compost (del latino compositum, costituito da più materiali eterogenei).

> Fasi del processo biochimico

Il processo evolve essenzialmente attraverso due fasi: la fase termofila o fase attiva e la fase di maturazione o umificazione. Durante la fase termofila o fase attiva, una flora batterica specifica attacca e demolisce le molecole organiche più facilmente degradabili (zuccheri, acidi, organici, aminoacidi, ecc.); questo comporta un notevole consumo di ossigeno da un lato e dall’altro la liberazione di anidride carbonica e di energia sotto forma di calore. In questo modo la temperatura della massa in compostaggio sale sino a valori di 50-65 °C, che persistono per tempi prolungati; ciò assicura la devitalizzazione degli agenti e dei semi delle erbe infestanti eventualmente presenti. La durata di tale fase è correlata alla tipologia dei residui trattati e alla tecnologia produttiva adottata (si va da un minimo di 1 mese sino a 2-3 mesi).

In seguito i processi metabolici diminuiscono di intensità, per effetto della presenza residua di composti a struttura complessa e a lenta decomposizione. In questa fase, accanto ai batteri, sempre molto numerosi, sono attivi altri gruppi microbici: funghi e attinomiceti, che degradano attivamente amido, cellulosa, lignina, quest’ultima soprattutto nelle fasi finali. In questa seconda fase le temperature si abbassano attorno a valori di 40-45 °C, le richieste di ossigeno diminuiscono e il materiale raggiunge gradualmente un primo livello di stabilizzazione.

L’intervento degli attinomiceti è fondamentale per l’umificazione; la loro presenza è facilmente rilevabile per la produzione di composti aromatici (come la geosmina), che conferiscono il tipico profumo di terriccio di bosco al prodotto finito. Verso la fine del processo ha luogo un’intensa colonizzazione del materiale da parte di animali di piccole dimensioni (es. collemboli e altri insetti, acari, millepiedi), che contribuiscono molto allo sminuzzamento e al mescolamento dei composti organici e minerali. Il lombrico, che appena individua materiale fresco inizia a moltiplicarsi, sparisce quasi del tutto quando ha completato il suo lavoro e il compost è maturo.

> Fattori di controllo e indici di evoluzione del processo

Per un buon compost è necessario mantenere un buon equilibrio tra le sostanze secche e quelle umide, annaffiarlo regolarmente fino ad inumidirlo, assicurare una buona aerazione ed evitare di introdurre tra gli ingredienti sostanze tossiche o inadeguate.

Tra gli indici utilizzabili per seguire l’evoluzione del processo vanno ricordati: il rapporto carbonio/azoto: C/N ottimale, all’inizio della trasformazione, compreso tra 25 e 35; successivamente progressiva diminuzione fino a valori di 15-20; il pH ottimale tra 5.5 e 8.0; da subacido il valore tende velocemente alla neutralità oppure alla sub alcalinità (7.5-7.8); umidità della massa: valori di umidità superiori al 60% ed inferiori al 40% rallentano il processo di decomposizione.

Fortunatamente l'umidità è un parametro che si può facilmente controllare visivamente: se i rifiuti da compostaggio sono troppo secchi è buona prassi annaffiarli ogni tanto o aggiungere delle sostanze umide, viceversa se sono troppo umidi si può aggiungere della sostanza secca per spezzare il tenore d'umidità; temperatura: un eccessivo innalzamento termico – sopra i 70 °C – provoca il cosiddetto suicidio microbico.

> Consigli pratici

Bisogna dare al cumulo una forma “a trapezio” durante l’estate (per assorbire gran parte delle piogge e sostituire l’acqua via via evaporata), e una forma a “triangolo“ verso l’inverno per garantire il deflusso delle piogge e non inumidire eccessivamente il cumulo in un periodo in cui l’evaporazione è scarsa.

La dimensione del cumulo dipende dalla quantità di scarti a disposizione e dall’opportunità di non stoccarli per periodi lunghi. Per trattenere almeno parte del calore prodotto dalla trasformazione microbica il cumulo deve avere un’altezza di 50/60 cm, (un’altezza eccessiva, sopra 1,3/1,5 metri, rischia di compattare il materiale sotto il suo stesso peso), allargando il cumulo se il materiale è abbondante.

Per regolare l’umidità del cumulo, oltre a miscelare i resti secchi con quelli umidi, occorre coprirlo durante le piogge eccessive ed annaffiarlo se, invece, il materiale si secca troppo. L’apporto d’ossigeno presente nell’aria, che è fondamentale per evitare cattivi odori, si ottiene con il rivoltamento e un’alta porosità del cumulo. Utilizzando un forcone è possibile disfare gli agglomerati di materiale che si fossero compattati, miscelare bene gli scarti e ridistribuire l’acqua periodicamente nella massa e gli elementi nutritivi. È consigliabile ricoprire il cumulo con materiale coibentante e in grado di preservare gli scarti dall’eccessivo inumidimento o essiccamento con teli in “tessuto non tessuto” (acquistabile in ferramenta) o con uno strato di foglie o paglia di 5-10 cm.

Infine per non rallentare o rendere inefficiente la biodegradazione della sostanza organica bisogna evitare di introdurre nel mix iniziale sostanze il cui processo di degradazione è eccessivamente lento come pezzi di legno ed aghi di conifere.

Bisogna sempre tenere presente che è buona norma aggiungere agli ingredienti circa il 20% di terra come innesco dell'attacco microbico e di mantenere sempre un buon equilibrio tra la quantità di sostanze umide e secche.

In pratica tutto ciò si ottiene facilmente formando il cumolo a strati di qualche centimetro: un po' di secco, un po' di umido, un po' di terriccio e così via! La presenza di cattivi odori è indice di fenomeni fermentativi (degradazione in assenza di ossigeno) con conseguente rilascio di ammoniaca. In genere ciò avviene per l'eccessiva quantità di sostanze umide rispetto a quelle secche unitamente ad un calo di ossigeno (massa troppo compressa e mai smossa). In questo caso quindi risulta molto efficiente smuovere energicamente la massa per ossigenare il mix e aggiungere del materiale molto secco. La degradazione troppo tardiva (quando non accompagnata da cattivi odori) è sintomo di un eccesso di sostanze secche rispetto a quelle umide ovvero di un rapporto C/N >>30!

Un compost in equilibrio si raggiunge con le seguenti percentuali di partenza: 30% di letame, 30% di residui vegetali triturati, 30% di terra sciolta, 10% di torba.

Il cumulo di compost è pronto da usare quando è trasformato per 7/8, quando, ad un’ispezione visiva, il colore risulta uniforme. Quello che era paglia, ciò che era letame, ciò che era qualsiasi cosa gli abbiamo messo dentro, non mostra più il proprio colore. Il colore generale è uniforme.

> Applicazioni in viticoltura

L’applicazione di compost su vigneto può essere condotta con diverse modalità: all’impianto di una nuova vigna, in concomitanza delle operazioni profonde principali come scasso e/o aratura profonda, applicando circa 25 t/ha di compost; in buca di piantagione, posare il compost nella buca di piantagione all’atto del trapianto; distribuire ca. 4-6 litri di compost per buca. pacciamatura, tale pratica garantisce buoni risultati in terreni argillosi che, nei periodi primaverili estivi, crepacciano facilmente e/o in vigneti giovani laddove alla barbatella devono essere garantite le condizioni ideali per la radicazione e l’affrancamento al suolo.

Applicare compost con dosi di ca. 3-4 cm per una larghezza di 60-80 cm sulla fila; con tali dosaggi si apportano 18-32 litri (10-18 kg) di compost per mq. in copertura, nell’interfila distribuire il compost in dosi di 15 t/ha.


Sergio Pappalardo



lunedì 26 settembre 2011




E’ proprio così! Il vigneto di Raito si trova a ridosso di Villa Guariglia dove nel mese di Luglio c’è un’importante kermesse di jazz e classica, ed il vino di Patrizia Malanga sembra apprezzarla molto. Non ci sono parole per descrivere questa vendanges 2011 a cui abbiamo avuto il privilegio di partecipare, e non so quale aggettivo usare per rendere al meglio la bellezza delle persone, del luogo e del loro vino. Una vendemmia carica di umanità, di bellezza e di emozioni, e siamo convinti che il vino, che ha una sua profonda anima, recepisce queste emozioni. Del resto in Toscana è arcinoto l’esperimento della vigna con la musica di Mozart in sottofondo! Il luogo è stupendo ed è superfluo ricamarci sopra, la vendemmia è prevalentemente di aglianico e per una piccola parte di piedirosso, vitigno autoctono della costiera e al quale donna Patrizia sembra essere molto legata. Il rispetto delle tradizioni innanzitutto. Da questo blend aglianico 80%, piedirosso 20% nasce la musicalità del Ragis rosso che fa la sua prima uscita nel 2007 (€ 16 circa bott prodotte 4.000) (A). Prevalenza di aglianico che rende il vino deciso e corposo, molto piacevole il finale, mentre l’annata 2008 (€ 16 circa 3500 bott) (Θ) è più aromatico ma con un corpo ancora non ben definito e che necessita di invecchiamento per poterne apprezzare appieno il valore. Stelio, il marito di Patrizia, da buon medico, dedica tutte le sue energie a questo progetto biologico al 100%, e da persona di carattere, pretende disciplina nei vari step della fase produttiva. LA lieta sorpresa al nostro arrivo di buon mattino, è l’equipe che partecipa a questa vendanges; un gruppo di tanti amici appassionati che muniti di maglietta aziendale (molto carina ndr.) si sono messi all’opera sentenziando che l’uva 2011 si presenta come la migliore mai prodotta dall’azienda. Ci fa compagnia un radiologo di Avellino, appassionato e competente ed un imprenditore trevigiano, che più terrone non si può che ci ha regalato emozioni bellissime e tanta genuina amicizia. Grazie Ruggiero!. Molto piacevole la chiacchierata che abbiamo fatto con il giovane e bravo enologo Gennaro Reale che segue con molto intelligenza e sagacia il progetto di Stelio e Patrizia. La sala di degustazione di Vigna di Raito non ha paragoni: è fantastica. Per la cantina invece si ci appoggia ad una struttura esterna, in attesa di rendersi autonomi anche su questo versante
Per chi volesse fare un salto in azienda, suggeriamo una telefonata alla splendida padrona di casa Patrizia e sicuramente vivrà una giornata indimenticabile in uno dei luoghi più suggestivi che possano esistere. E non dimenticate di comprare il vino! I sacrifici di Vigne di Raito e dello splendido staff vanno ampiamente ripagati da noi consumatori. A bientot….

sabato 5 marzo 2011

L'8 marzo le Donne del Vino all'enoteca I Coloniali di Lina Esposito

Per festeggiare insieme il giorno della donna con un bicchiere di buon vino, le donne del vino della Campania vi aspettano presso la prestigiosa enoteca I Coloniali di Lina Esposito,
via Francesco Giordano, 48  Napoli.

Le Vigne di Raito a Londra con Slow Food

Le Vigne di Raito sarà presente a Londra l'11 marzo all'evento organizzato da Slow Food con il suo Ragis Rosso 07

www.horticultural-halls.co.uk

Slow Food would like to invite you to the launch of its UK phone app for the new Slow Wine 2011 guide 11 March 2011 11.30am-8.00pm The Lawrence Hall, Royal Horticultural Halls, London
To mark this special occasion, we shall be staging an exclusive tasting of over 100 wines from 50 Italian producers awarded in the guide with the snail symbol for vineyard and cellar work in line with the Slow Food philosophy.
11.30 am - 4.00 pm: tasting for press and members of the trade only (there will be a short presentation of the new guide at 12.00pm)
4.00 pm – 8.00 pm: tasting will be open to the public as well as to press and trade
Slow Wine 2011 is the first guide to Italian wines published exclusively by Slow Food, and it adopts a new approach to evaluating wine that looks beyond just the liquid in the glass to take into account ethical and environmental values as well. Packed with news, facts and figures, the guide focuses on small- to medium-scale, artisan producers and introduces many up-and-coming wineries, with a special emphasis on those that adopt a natural approach and/or are most closely linked to their respective terroirs.

Le Vigne di Raito a Roma con Slow Food

Lunedi 7 marzo 2011 all’Open Colonna, Palazzo delle esposizioni, l’Azienda Agricola Le Vigne di Raito di Patrizia Malanga Vi invita a degustare il suo RAGIS rosso, Vino Slow 2011.
Non mancate!

Lunedì 7 marzo 2011 lo Chef Antonello Colonna ospiterà presso l’Open Colonna la presentazione di Slow Wine 2011, la guida di Slow Food dedicata al vino. Oltre 50 cantine, più di 100 vini, una selezione slow della migliore produzione italiana sono i protagonisti di questo imperdibile evento. La giornata, che vede anche la presenza del fondatore di Slow Food Carlo Petrini, inizierà alle 11,30 con la degustazione per gli addetti ai lavori e per i giornalisti, mentre le porte al pubblico degli appassionati saranno aperte dalle ore 16 fino alle 22. I biglietti si possono acquistare presso l’Open Colonna o nei punti tesseramento di Slow Food Roma (vedi elenco www.slowfoodroma.it). Inclusi nel prezzo la guida Slow Wine 2011 e l’ingresso alla mostra di Lorenzo Lotto alle Scuderie del Quirinale.

mercoledì 15 dicembre 2010

Grappoli per la Vita

Il 19 dicembre, Il Ragis Rosso 07 sarà messo all'asta in una manifestazione di beneficenza per raccogliere proventi per la mensa dei poveri s. Francesco di Salerno. "Grappoli per la Vita" è il titolo dell'asta che si terrà presso il Circolo Canottieri Irno, evento organizzato dall'Enoteca Provinciale di Salerno.

mercoledì 8 dicembre 2010

Slow Wine - Slow Food Editore

VITA - Patrizia Malanga è innamorata, da sempre, della vigna e decide perciò di acquistare, nel 2002, nella silenziosa Raito, 2 ettari collinari a picco sul mare, purtroppo degradati ed incolti. Patrizia lascia così città, stess e lavoro e fugge qui, a impegnarsi insieme alle maestranze locali per dissodare questi terreni aridi e sabbiosi. L’assiste Gennaro Reale, enologo, con cui instaura un saldo legame professionale.
VIGNE - Il vigneto aziendale è straordinariamente bello, come un balcone spalancato sul golfo di Salerno (Patrizia ha peraltro preservato tutti i fabbricati rurali). Siamo a mezza costa e i suoli, faticosamente terrazzati, sono poco profondi e rivolti a sud; le piante giovani, tenute a pergola o a spalliera potata a guyot, si coltivano in regime biologico.
VINI - In cantina Gennaro Reale lavora con grande rigore e rispetto per la materia prima: i quattro quinti di aglianico, proveniente dalle spalliere, e il saldo piedirosso, derivante dalle pergole, sono vinificati separatamente e poi assemblati in tonneau di primo e secondo passaggio. Non si effettuano né chiarifiche né filtrazioni. Il Ragis 2008 (aglianco, piedirosso; 5.000 bt; 16 ) ha attacco più morbido ed è quindi parimenti ricco e di bella chiusura: qui però, innegabilmente, il frutto non si è ancora fuso del tutto con il legno.
RAGIS 2007 (aglianico, piedirosso; 4.000 bt 16) - Ha naso intenso, fruttato, aperto e ritemprante; in bocca entra imponente e fresco, ha tannini coprenti ma fini e chiude con retrolfatto balsamico e gradevolmente speziato. Un vino che è la chiara dimostrazione delle potenzialità dei vini “naturali” prodotti con rigore e perizia tecnica.

domenica 5 dicembre 2010

Il Ragis a Vino e Divino

“Vino e Divino, pè chiese e castelli” è un circuito di eventi ideato e organizzato dall’Associazione Enoteca Provinciale di Salerno, con il contributo della Regione Campania – Assessorato All’Agricoltura, inserito nel progetto regionale Maggio mese del vino. Il progetto mira a fare del vino l’elemento centrale del territorio. Le iniziative programmate sono una possibilità unica per vivere la cultura della nostra terra e assaporare i nostri vini e i prodotti tipici locali. Si tratta di viaggi multisensoriali tra vino, storia, cultura, architettura, umano sentire.
Ricchissimo il calendario degli appuntamenti concentrati in due giorni di fine Maggio: venerdì 28 e domenica 30. Potrai visitare il Castello Arechi, conoscerne l’antica vita grazie a percorsi multimediali, percorrerne gli ambienti, assaporare gli antichi sapori abbinandovi i vini di un territorio che sempre più propone l’eccellenza e la qualità in bottiglia. Potrai esplorare il nostro territorio a bordo dei VinoBus che ti accompagneranno per deliziosi wine tour per degustare in libertà le bellezze del territorio, i sapori più tipici, i vini e le atmosfere delle nostre chiede, castelli, monumenti, musei. (link)

La Grande Bufala

Il 31 maggio 2010 Il Ragis Rosso è stato degustato nel corso della serata de la "Grande Bufala"

Mare Magna 2010

Il vino Ragiso Rosso ha partecipato alla manifestazione Mare Magna 2010. Una gara velico-gastronomica ed è stato offerto per una degustazione in barca.